Aggiornata alle 09:45, ora di TiranaPeriodo coperto: dalle 8:00 del 19/10/2026 alle 9:30 del 20/10/2026
Priorità del giorno: scontri serali a Tirana al termine della settima giornata di protesta e bilancio di 310 feriti dal 13/10; Rama parla di guerra ibrida e annuncia misure penali e amministrative; i docenti universitari in piazza alle 10:00; il gruppo parlamentare socialista riunito per il pacchetto contro i violenti.
Legenda.Origine dice da dove arriva la notizia: Web (portali e siti istituzionali), Social (post e dirette), Testata giornalistica (giornali e agenzie), TV (televisioni e i loro siti). Fonte dice se è confermata: Ufficiale (istituzioni o dichiarazione pubblica verificabile) oppure Non confermata (mancano riscontri ufficiali).
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In breve
Tirana, la settima giornata di protesta è finita in serata con scontri vicino al Ministero dell'Interno, alla cattedrale ortodossa e in piazza Skanderbeg; il Ministero della Salute conta 7 persone curate il 19/10 e 310 feriti dal 13/10, di cui 191 agenti.
Oggi alle 10:00 i dipendenti delle università marciano dal Politecnico contro la violenza sugli studenti; una dichiarazione in cinque punti con 963 firme, secondo i portali, chiede le dimissioni di Rama e un governo di transizione.
Rama, davanti ai dirigenti dei licei, parla di guerra ibrida, conta circa 200 agenti e 80 manifestanti feriti e annuncia un pacchetto di misure: abbassamento dell'età della responsabilità penale allo studio, danni a carico dei genitori dei minori.
Alle 9:00 il gruppo parlamentare socialista si è riunito alla Presidenza del Parlamento per il pacchetto contro i violenti; secondo fonti interne riportate dalle TV, prevede una lista nera nel sistema TIMS e il divieto di ingresso nei paesi UE. Non confermato.
Tre deputati repubblicani statunitensi chiedono al governo albanese di non usare violenza contro i manifestanti; un rapporto italiano calcola in 68 mila euro il costo di ogni rimpatrio dal centro di Gjadër.
Le quattro notizie del giorno in immagini
Novità del pomeriggio, 10:40
Rama mette sedie rosse con la scritta Dialogo davanti alla Presidenza del Consiglio; i manifestanti ci scrivono sopra Dimissioni (Origine: TV e Web; Fonte: Ufficiale. Fonti: Euronews Albania, Albeu, BalkanWeb, Top Channel)
Gruppo socialista: nessun pacchetto presentato, Rama chiede ai deputati unità, presenza sul territorio e sui social
Docenti e studenti radunati al Politecnico dalle 10:00 per una marcia pacifica; oltre 1.100 docenti firmano una petizione a Rama
Tribunale di Tirana: dalle 9:00 le udienze sulle misure cautelari per 28 fermati durante le proteste, esito non ancora pubblicato
Rama: allo studio il divieto dei social per i minori di 16 anni; i tribunali hanno convalidato tutti gli arresti della polizia
SPAK: le indagini su Belinda Balluku prorogate a gennaio 2027; convocata anche la sindaca di Lushnjë Eriselda Sefa, motivo non noto
Tirana: scontri, proteste e ordine pubblico
Settima giornata chiusa con scontri notturni: 310 feriti dal 13/10, i docenti in piazza stamattina
La settima giornata di protesta a Tirana, lunedì 19/10, è proseguita fino a notte. Verso le 18:00 la tensione è tornata vicino al Ministero dell'Interno: fuochi pirotecnici e una molotov contro l'edificio, gas lacrimogeni e idranti della polizia e, tra le 18:30 e le 18:40, proiettili di gomma. Alle 18:45 i manifestanti si sono divisi tra il viale Dëshmorët e Kombit e Rruga e Dibrës, dove sono stati incendiati cassonetti. Alle 19:33 ci sono stati scontri vicino alla cattedrale ortodossa Ngjallja e Krishtit: un video mostra sette agenti che colpiscono con gli sfollagente un manifestante caduto a terra. Alle 20:20, davanti all'Opera in piazza Skanderbeg, alcuni cittadini hanno impedito agli agenti di portare via un minorenne. La polizia ha perlustrato i vicoli della zona della Medrese per disperdere gli ultimi gruppi. Il Ministero della Salute, con un bilancio delle 21:00, conta 7 persone curate per la giornata del 19/10: quattro passanti all'ospedale del Trauma, tra cui un giornalista di un mezzo di informazione internazionale, dimesso, e tre persone al centro ospedaliero Nënë Tereza, un agente, un manifestante minorenne e un rappresentante dei media, in condizioni stabili. Dal 13/10 i feriti sono 310: 191 agenti, 88 manifestanti e 31 passanti. Per l'assalto al Tribunale d'Appello la polizia ha identificato 20 persone, 5 arrestate e 15 ricercate; un bilancio complessivo degli arresti del 19/10 non è stato pubblicato prima della chiusura. Alle 18:08 la viceministra dell'Interno Anisa Ruseti ha dichiarato la situazione sotto controllo e ha ricordato che la responsabilità penale inizia a 14 anni per i delitti e a 16 per le contravvenzioni. Stamattina alle 10:00 è prevista la marcia dei dipendenti delle università dal Politecnico.
(Origine: TV, Testata giornalistica e Web; Fonte: Ufficiale (Ministero della Salute, Polizia di Stato, Ministero dell'Interno); episodi della cattedrale e dell'Opera: Non confermata (video e cronaca senza riscontro della polizia))
Condotta della polizia: il metropolita di Korçë, l'opposizione e un video con minacce a una giornalista
Dopo gli scontri alla cattedrale ortodossa, il metropolita di Korçë ha chiesto in un post su Facebook alla Polizia di Stato di tornare nei limiti della legge e di rinunciare alla violenza, avvertendo che chi abusa dell'autorità ne risponderà. Alle 19:50 il capogruppo del Partito democratico Gazment Bardhi ha accusato i vertici della polizia per gli arresti e le violenze mostrate nei video. Agron Shehaj, presidente del partito Mundësia, ha denunciato dal viale Dëshmorët e Kombit l'uso di gas e spray contro un corteo che definisce pacifico e ha chiesto le dimissioni di Rama. Alle 21:07 Top Channel ha diffuso un video in cui un agente minaccia la giornalista Kristi Gongo mentre riprende la protesta; non risulta una reazione della polizia. La docente universitaria Mimoza Hafizi ha definito inaccettabile che la polizia insegua e picchi quattordicenni. Il deputato socialista Ermal Pacaj ha sostenuto che i manifestanti non sanno cosa chiedono.
(Origine: Social, TV e Web; Fonte: Ufficiale (dichiarazioni pubbliche verificabili); contenuto dei video e identità dell'agente: Non confermata)
Ottavo giorno: marcia dei dipendenti delle università alle 10:00, nessun orario annunciato dagli studenti
Il sindacato dei dipendenti delle università (SPUSH) ha convocato per oggi, martedì 20/10, alle 10:00 una marcia di solidarietà con gli studenti davanti al Politecnico di Tirana, con il motto Stop alla violenza contro gli studenti. Il sindacato dice di seguire con preoccupazione la gestione dell'ordine pubblico e di sostenere la protesta fin dall'inizio. Per il raduno degli studenti non c'è un annuncio con orario: nei giorni scorsi i manifestanti si sono trovati verso le 12:00 davanti al Ministero dell'Istruzione, in Rruga e Durrësit. Il percorso della marcia non è stato comunicato.
(Origine: Web; Fonte: Ufficiale (annuncio pubblico del sindacato SPUSH))
A Peshkopi, lunedì 19/10, la polizia ha tentato di fermare alcuni giovani durante una protesta e ha incontrato la resistenza dei manifestanti e di chi li accompagnava; non sono indicati numeri. A Scutari un numero ridotto di studenti ha marciato chiedendo il boicottaggio delle lezioni. A Elbasan gli studenti hanno boicottato di nuovo le lezioni e sono tornati in strada, con la polizia schierata. Per questi episodi non risultano comunicati della polizia.
(Origine: TV e Web; Fonte: Non confermata (cronache locali senza riscontro di polizia))
Rama ai dirigenti dei licei: guerra ibrida, circa 200 agenti e 80 manifestanti feriti, età penale più bassa allo studio
In un incontro con i dirigenti dei licei di Tirana al Ministero dell'Istruzione, riferito dalle testate dalle 08:08 del 20/10, il primo ministro Edi Rama ha definito le violenze una guerra ibrida organizzata da attori stranieri, senza presentare prove, e ha detto che la protesta viene usata per far credere che riguardi l'istruzione. Ha mostrato una pietra come confine tra protesta e violenza. Ha contato circa 200 agenti e 80 manifestanti feriti, meno della metà dei quali studenti: cifre vicine a quelle del Ministero della Salute. Ha annunciato un pacchetto di misure penali e amministrative: l'abbassamento dell'età della responsabilità penale, che ha indicato in 18 anni, è allo studio sul modello europeo; i genitori dei minori risponderanno dei danni insieme ai figli. Il Ministero dell'Interno aveva detto la sera prima che la responsabilità penale inizia già a 14 anni: il punto non è chiarito. Rama ha detto che i tribunali hanno lasciato a desiderare ma che tutti gli arresti sono stati legittimi, e che per i minori fermati i giudici hanno disposto la supervisione dei genitori. Ha criticato alcuni mezzi di informazione, a suo dire allineati a interessi politici ed economici. Con la ministra Mirela Kumbaro è stato concordato che ogni dirigente scriva un diario dei giorni di protesta, senza fini penali. Kumbaro ha detto che le lezioni proseguono, che ieri alcune scuole hanno avuto il 90 per cento di presenze, che le ore perse saranno recuperate e che sarà offerto sostegno psicologico ad alunni e famiglie.
(Origine: TV e Web; Fonte: Ufficiale (dichiarazioni del primo ministro e della ministra dell'Istruzione); accuse di guerra ibrida e di attori stranieri: Non confermata)
Il gruppo parlamentare socialista riunito alle 9:00 per il pacchetto: lista nera nel sistema TIMS e divieto di ingresso nell'UE, misure non confermate
Rama ha convocato per le 9:00 del 20/10 il gruppo parlamentare del Partito socialista nella sede della Presidenza del Parlamento; è arrivato alle 08:56. Dalla riunione è attesa la presentazione delle misure contro chi commette violenze durante le proteste. Secondo fonti interne riportate da Top Channel, un gruppo di lavoro presso la Presidenza del Consiglio prepara l'iscrizione dei responsabili identificati in una lista nera nel sistema TIMS, con l'obiettivo di impedire loro l'ingresso nei paesi dell'Unione europea; Koha Jonë aggiunge possibili restrizioni all'uscita dal Paese, oltre alla responsabilità penale. Nessuna di queste misure è stata confermata ufficialmente prima della riunione. Il portale Publik.al definisce la proposta repressiva, perché creerebbe liste amministrative senza una sentenza definitiva. In serata il segretario generale del PS ha detto in TV che il partito candiderà di nuovo Rama come primo ministro.
(Origine: TV e Web; Fonte: Non confermata (fonti interne, misure ancora in esame); convocazione della riunione: Ufficiale)
Docenti e accademici: dichiarazione in cinque punti per le dimissioni di Rama, firme tra 735 e 963 secondo le testate
Una dichiarazione in cinque punti promossa dal Forum per il Dialogo Politico chiede le dimissioni di Rama e un governo di custodia, lo stop immediato della violenza della polizia sugli studenti con il rifiuto degli ordini illegittimi, un intervento pubblico delle rappresentanze diplomatiche, la protezione dei beni pubblici e privati da parte dei manifestanti e il sostegno dei cittadini di Tirana ai giovani. Il 19/10 Fiks, Boldnews e Albeu contavano 735 firmatari; il 20/10 Publik.al e BalkanWeb ne indicano 963; Top Channel aveva riferito di 733 docenti per un appello a governo, manifestanti e ambasciate. Tra i nomi citati Stefan Çapaliku, Fatos Tarifa e Ardian Ndreca. L'elenco completo non è stato verificato. Un commento di JavaNews ricorda che il Forum è nato per unire l'opposizione e legge la dichiarazione come una richiesta politica.
(Origine: Web e TV; Fonte: Non confermata (numero dei firmatari diverso secondo le testate, elenco non verificato))
Tre deputati statunitensi chiedono al governo di non usare violenza contro i manifestanti
Tre deputati repubblicani della Camera degli Stati Uniti sono intervenuti su X sul sesto giorno di violenze: Joe Wilson, della Carolina del Sud, ha chiesto al governo albanese di astenersi da ogni violenza contro i manifestanti; Robert Aderholt, dell'Alabama, ha invitato tutte le parti a respingere la violenza e il governo a rispettare i diritti dei manifestanti pacifici; Keith Self, del Texas, ha attribuito le proteste alla sfiducia verso politici corrotti. Fox News, che riporta i post, cita da Reuters la cifra di 388 persone denunciate dalla polizia. Il 18/10 la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova aveva respinto le accuse di Rama su un coinvolgimento di Mosca, invitandolo a risolvere i problemi interni del Paese. Non risultano nuove dichiarazioni della Commissione europea nel periodo coperto.
(Origine: Social e Testata giornalistica; Fonte: Ufficiale (post pubblici verificabili dei parlamentari e della portavoce))
Italia e Albania: dal centro di Gjadër 59 rimpatri nel 2025, 68 mila euro ciascuno secondo un rapporto
Un rapporto di ActionAid Italia e del Dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Bari, ripreso dall'ANSA il 19/10, calcola che nel 2025 il centro di permanenza per i rimpatri di Gjadër ha registrato 307 ingressi, tutti trasferiti da altri centri italiani, e 59 rimpatri, pari al 19,2 per cento, contro una media nazionale del 25,3. La spesa detentiva per ogni rimpatrio è stimata in 68.116 euro, oltre quattro volte quella del centro romano di Ponte Galeria; i costi del complesso albanese per il 2025 ammontano a circa 4 milioni di euro, più almeno 7,4 milioni di spese accessorie tra il 2025 e l'aprile 2026 per trasporti, sicurezza, giustizia e sanità. I dati vengono dalla piattaforma Trattenuti e dalla Prefettura di Roma. Non risulta una replica del Ministero dell'Interno italiano.
(Origine: Testata giornalistica; Fonte: Non confermata (stime di un rapporto indipendente, senza replica ufficiale))
Scuole: lezioni regolari secondo il Ministero, un arresto per la vendita di fionde ai manifestanti
Il Ministero dell'Interno ha ringraziato il 19/10 i genitori che hanno accompagnato i figli a scuola, dove la giornata è stata definita normale; la ministra dell'Istruzione ha confermato stamattina che le lezioni proseguono. La polizia ha inoltre arrestato in flagranza a Tirana un ventitreenne accusato di vendere fionde e altro materiale ai manifestanti: nel suo magazzino, secondo i portali, sono stati sequestrati oltre 450 oggetti tra fionde, droni e biglie di metallo; le cifre dettagliate del sequestro non sono state verificate.
(Origine: Web; Fonte: Ufficiale (Ministero dell'Interno, Polizia di Stato); dettagli del sequestro: Non confermata)
Martedì 20/10, ore 10:00: marcia di solidarietà del sindacato dei dipendenti delle università (SPUSH) dalla piazza davanti al Politecnico, in fondo al viale Dëshmorët e Kombit. Percorso non comunicato.
Raduno degli studenti: nessun orario annunciato; nei giorni scorsi verso le 12:00 davanti al Ministero dell'Istruzione, in Rruga e Durrësit, con scontri dal primo pomeriggio.
Parlamento: riunione del gruppo socialista nella sede della Presidenza del Parlamento dalle 9:00; possibili controlli di polizia nella zona.
Zone con scontri ripetuti: viale Dëshmorët e Kombit, piazza Skanderbeg e l'Opera, Parco Rinia, Rruga e Durrësit, Rruga e Dibrës, incrocio con Rruga e Kavajës, area della cattedrale ortodossa e della Medrese, Ministero dell'Interno e Ministero dell'Istruzione. Nessuna chiusura formale di strade comunicata dalle autorità.
Scuole: lezioni regolari secondo il Ministero dell'Istruzione; le ore perse saranno recuperate.
Banche: l'Associazione delle banche segnala filiali con orari ridotti e consiglia i canali digitali; verificare lo sportello prima di uscire.
Cittadini italiani: l'Ambasciata d'Italia, con un avviso del 15/10, raccomanda di evitare gli assembramenti e di tenersi lontani dalle aree di protesta, che si spostano rapidamente. Per i casi gravi il numero dell'Ambasciata è +355 4 227 5900.
Da seguire
Esito della riunione del gruppo socialista e testo del pacchetto: lista nera nel sistema TIMS, divieto di ingresso nell'UE, restrizioni all'uscita dal Paese.
Marcia dei docenti alle 10:00 e comportamento della polizia; raduno degli studenti nel primo pomeriggio.
Bilancio della polizia per il 19/10, arresti e denunce, non ancora pubblicato.
Età della responsabilità penale: la proposta di Rama contro il codice vigente citato dal Ministero dell'Interno.
Parlamento: seduta plenaria rinviata al 22/10 dopo l'annullamento del 15/10.