Al ventesimo giorno di protesta nessuno scontro di rilievo: sotto la pioggia il corteo va dal Ministero dell'Istruzione alla sede del governo, "domani di più"; il tribunale libera un manifestante arrestato il 29 ottobre ma gli vieta i raduni
Il giorno dopo le molotov e gli idranti di sabato, la ventesima giornata di protesta contro il governo si è svolta senza incidenti. Dalle 14:30 studenti e cittadini si sono radunati davanti al Ministero dell'Istruzione, presidiato da agenti delle forze speciali e da un idrante in allerta (BalkanWeb); poi hanno marciato lungo il viale Dëshmorët e Kombit fino alla sede del governo, scandendo la richiesta di dimissioni di Edi Rama. Koha Jonë segnala un solo fuoco d'artificio lanciato in aria durante il corteo; RTSH e Vizion Plus scrivono che non sono stati segnalati incidenti. Alla chiusura i manifestanti hanno annunciato che torneranno in piazza, senza indicare un orario.
Il Tribunale di Tirana ha liberato un manifestante residente a Dibër, arrestato in flagranza il 29 ottobre con le accuse di danneggiamento e di partecipazione a raduni illegali: dovrà presentarsi alla polizia giudiziaria il primo lunedì di ogni mese alle 11:00, non potrà frequentare i luoghi delle proteste né lasciare la sua unità amministrativa senza autorizzazione (Boldnews, Koha Jonë).
Bollettino della giornata: nessun ferito e nessun fermo comunicati dalla polizia per domenica; il numero dei partecipanti non è stato reso noto.
(Origine: TV e Web; Fonte: Ufficiale per la decisione del tribunale; svolgimento del corteo: cronaca delle testate, nessun comunicato della polizia)
Fonti: Koha Jonë (ventesimo giorno, dal Ministero dell'Istruzione verso la sede del governo); RTSH (raduno senza incidenti davanti alla sede del governo); BalkanWeb (ventesimo giorno, polizia e idrante in allerta); Vizion Plus (i manifestanti tornano davanti al governo, nessun incidente); Boldnews (ventesimo giorno, i cittadini si radunano davanti al Ministero dell'Istruzione); Boldnews (il tribunale libera il manifestante con obbligo di firma e divieto di raduni); Koha Jonë (il tribunale libera il manifestante ma gli vieta i raduni).



